Benvenuti nella DDR che non c'è più!

un percorso espositivo multimediale in forma di bibliografia ragionata

Presentazione

In occasione del 30° anniversario della caduta del Muro di Berlino, ONEROOM desidera offrire una serie di spunti di riflessione sulle conseguenze che da quell’evento scaturirono. Frammenti da un mondo in dissoluzione che si sovrappongono ai mattoni di una nuova identità da costruire. 

 

Qualche passo tra storia e geopolitica, filosofia e architettura, tra i muri di ieri e le barriere fisiche e mentali che continuiamo a costruire ogni giorno intorno e dentro di noi. Un invito ad aprire gli occhi sul lato che si nasconde dietro ogni confine.

 

Per parlare di muri oggi nelle loro accezioni fisiche e metaforiche, con contributi da ambiti che spaziano dalla letteratura, alla psicologia e alla musica con il collante della fotografia, che sia d’autore, amatoriale o d’archivio, a comporre un racconto polifonico ed articolato.

BERLIN BY NUMBERS, by SILKE HELMERDIG

 
Peperoni Books, 2018

ARCHITETTURE

Di muri come strutture portanti o elementi divisori; di vetro o di cemento, per mostrare o nascondere. A volte di filo spinato o di uomini.
Che non lascino entrare o non lascino uscire, proteggendo o escludendo.
Di quei muri che tracciano la più esplicita separazione tra un dentro e un fuori, tra "noi" e "loro".
 

 

BETWEEN WALLS AND WINDOWS, by AA.VV.

 
Hatje Cantz, 2012

 

Pubblicazione realizzata dalla Haus der Kulturen der Welt, la Casa delle Culture del Mondo a Berlino, un edificio realizzato nel 1958 dagli Stati Uniti d'America dall'architetto Hugh Stubbin, che definisce la sala congressi come "un faro di libertà che trasmette i suoi raggi verso l'Est".

Un edificio in vetro, pensato in piena guerra fredda come luogo privilegiato d'incontro e dialogo.

Questo dialogo oggi raccoglie una serie di analisi, idee e narrazioni provenienti da ogni angolo del mondo sul ruolo dell'architettura nella vita pubblica e sociale.

In che modo gli edifici influenzano il nostro ambiente, le nostre abitudini, attitudini e morale? Come l'architettura può influenzare le persone, incoraggiarle a perseguire la libertà, ed arricchire il senso stesso di cittadinanza.

Con contributi da artisti, architetti e scrittori come Adalbert Stifter, Jenny Erpenbeck, Tom McCarthy, Haruki Murakami, Georges Perec tra molti altri.

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ELEMENTS OF ARCHITECTURE, by REM KOOLHAAS, IRMA BOOM et al.

 
Taschen, 2018

 

Edizione rivista aggiornata ed espansa del catalogo dell'acclamata edizione del 2014 della Biennale d'Architettura di Venezia curata da Rem Koolhaas, questo libro è uno strumento essenziale per comprendere le basi fondamentali del costruire in tutto il mondo.

Disegnato da Irma Boom e basato sulle ricerche condotte dall' Harvard Graduate School of Design, queste 2600 pagine contengono saggi ed interviste a Stephan Trueby, Manfredo di Robilant, Jeffrey Inaba e Wolfgang Tillmans.

Elements of Architecture si concentra sui frammenti che compongono il complesso collage delle architetture, cercando di restituire delle piccole storie enciclopediche e narrative di ogni elemento.

Il risultato che ne scaturisce non è da intendere come una storia unitaria, ma frutto di una ragnatela di origini, contaminazioni, similarità e differenze nell'evoluzione dell'architettura, includendo i progressi tecnologici, gli adattamenti climatici, i calcoli politici ed i contesti economici insieme alle nuove oppurtunità digitali. 

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RAISE THE BAR, by TAYO ONORATO & NICO KREBS

 
RVB / Le Bal, 2013

 

Le immagini provengono dalle serie Builduing Berlin / Constructions realizzate tra il 2009 ed il 2012. Fotogrammi dal film in 16mm da 5 min. Blockbuster realizzato con Patrick Holderness e Berbank-Green nel 2012.

Un gioco di costruzioni e prospettive sui nuovi lotti edificabili a Berlino Ovest con le vecchie case popolari a far da sfondo. Listelli in legno, aquiloni e piccola carpenteria a creare strutture impossibili come continuazioni ideali di un mondo nuovo ancora da costruire.

 

PAESAGGI

Di paesaggi e contesti urbani e sociali, passeggiando tra le strade e il tempo di una città divisa ed unita, con lo sguardo di chi ci vive da una vita o solo poche ore, con lo spirito del flaneur o il piglio di un archeologo del presente.

 

 

BERLIN UND DIE BERLINER, by LYNN MILLAR & WILL MCBRIDE

 
Rembrandt-Verlag, 1958 

 

Lo sguardo di due fotografi americani sulla Berlino del 1958, in occasione di una mostra presso l'America Haus

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JOHN GOSSAGE

BERLIN IN THE TIME OF THE WALL

 
Loosestrife Edition, 2004

 

"Berlino, si potrebbe dire, è il luogo in cui la fotografia è diventata sia facile che difficile per Gossage. Facile perché era un soggetto così fecondo, così ricco di materiali e storie che si sovrapponevano, metaforicamente e visivamente davanti agli occhi. Diverse stratificazioni come quelle indagate da un archeologo, che ne restituisce però disegni e sezioni difficili da leggere ad un occhio poco istruito.

Da qui la difficoltà e la sfida per Gossage: valutare le prove, leggerle, registrarle, interpretarle e trasformarle in un "rapporto" coerente - per se stesso e per il suo pubblico. Naturalmente, dato che John Gossage è un artista, il "rapporto" può essere obliquo, poetico, metaforico, soggettivo e ambiguo. In breve, è un'interpretazione creativa ".

 

Dall'introduzione di Gerry Badger

 

 

*Libro mancante

 

BERLIN IN PICTURES

 

 
SuperLabo, 2012

 

In questa pubblicazione dalla giapponese SuperLabo, John Gossage riprende uno dei periodi più fertili della sua carriera rendendo omaggio a  Berlino ed all'artista Eva Maria Ocherbauer, combinando paesaggi urbani, dettagli e immagini erotiche realizzate tra gli anni '90 e i 2000.

PUTTING BACK THE WALL

 
Loosestrife Edition, 2007

 

Berlino è un posto reale, ma potremmo anche ammettere che non esiste. O meglio c'è Berlino, il punto sulla mappa, e c'è Berlino, un luogo nella nostra coscienza - due entità completamente diverse. Possiamo muoverci nel primo, ma vedremo sempre il secondo. Berlino, nella sua realtà fisica e materiale che compone la città. Ma la vera Berlino è qualsiasi immagine, pensiero e sentimento abbiamo nella nostra testa, quello strano miscuglio di ciò che sentiamo e vediamo come individui e ciò che sentiamo e vediamo come un gruppo.

 

Dalla recensione di Joerg Colberg

 

*Libro mancante

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IT WAS A GREY DAY. PHOTOGRAPHS OF BERLIN,

by GERRY BADGER

 
Peperoni Books, 2015

 

Mi sono trasferito a Berlino nel 1981, nella parte occidentale della città, il muro era ancora lì.

Per quanto riguarda la pianificazione urbana, Berlino Ovest era decenni indietro rispetto alle città già rinnovate della Germania occidentale.

Terre desolate, palazzoni senza finestre, intonaco fatiscente e facciate fuligginose caratterizzano l'atmosfera.

A Berlino Est ancor più che in Occidente. Ma Berlino era una calamita per artisti, benefattori e utopisti che venivano da ogni parte.

Insieme ai molti spazi incolti hanno reso Berlino uno dei luoghi più insoliti al mondo.

 

Dalla caduta del muro nel 1989 molto è cambiato. Ci è voluto tempo, ma ora la riqualificazione, le nuove costruzioni, la chiusura degli spazi tra gli edifici e i nuovi concetti di utilizzo per la striscia di confine danno alla capitale un nuovo volto.

 

Sono affascinato dal terreno vago della scena urbana: le terre incolte, i piccoli spazi informali che diventano giardini o parchi improvvisati.

Molte persone le trovano trasandate. Li trovo magici.

Ho un istinto infallibile per trovare le aree più trasandate delle città - so che troverò lì le mie foto. Ma la mia intenzione è di descriverli come tutt'altro che trasandati.

Li vedo belli. 

 

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PIPEVALVE: BERLIN

by STEVEN SEIDENBERG

 
Lodima Press, 2017

 

Durante una residenza a Berlino nel 2013, Steven Seidenberg ha incontrato le tipiche pipevalves - valvole dell'acqua (in tedesco, Reinigungsöffnung) raffigurate in questo volume.

Fu subito catturato dalla loro totemica qualità e per la prima volta fotografò i due situati nello stesso isolato del suo studio. Mentre camminava dentro e oltre il quartiere, si rese conto che le strutture erano concentrate in un'area di poco più di 0,5 km quadrati. Nella maggior parte di Berlino, gli accessori in ghisa fotografati in questo volume sono in gran parte scomparsi, sostituiti da lastre di plastica e alluminio nei quartieri di Berlino est, dove un tempo erano prevalenti.

 

Due saggi accompagnano l'opera. Il primo, dell'archeologo e storico conservatore Carolyn L. White, colloca le immagini di Seidenberg e la sua prosa di accompagnamento come prova del mondo materiale di Berlino e come una specie di pratica archeologica. Lo storico dell'arte Peter R. Kalb contestualizza le immagini all'interno della traiettoria dell'interesse della fotografia contemporanea nei confronti dei microspazi della vita quotidiana osservandoli come un modo di vedere e sperimentare uno stato di attenzione.

 

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MICHAEL SCHIMDT

 

Michael Schmidt è nato a Berlino nel 1945, appena dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, ed il suo lavoro è sempre stato inestricabilmente connesso con l'esplorazione del contesto sociale della sua città.

Con la sua famiglia si è trasferito due volte nella DDR tra il 1949 ed il 1955, ma ha fatto ritorno a Berlino Ovest nel 1961, prima dell'erezione del Muro.

 

Tra i suoi lavori più importanti vanno citati: Berlin-Wedding (1976–78), Berlin nach 1945 (Berlin after 1945), Waffenruhe (Ceasefire) (1985–87), and Ein-heit (U-ni-ty) (1991–94), che dimostrano non solo l'interesse duraturo per Berlino come soggetto, ma soprattutto l'impegno ad indagare il peso dell'identità nella storia della Germania moderna.

 

U-ni-ty, il suo progetto più ambizioso, è nato come risposta alla caduta del Muro nell'89 e la seguente unificazione tra le due Germanie. Comprende 163 immagini: alcune realizzate con stile documentaristico, altre sono fotografie di materiali come giornali, volantini, libri di storia ed altre fonti dal mondo dell'informazione.

Nello sforzo di ricostruire un'immagine della memoria storica in Germania, ha utilizzato foto delle manifestazioni di massa sia contemporanee che d'archivio, siti storici, emblemi, monumenti, personaggi anonimi o famosissimi in uno studio commovente sulle conseguenze della guerra nella società tedesca.

 

Schmidt presenta qui la storia non come una sequenza progressiva di eventi, ma come una narrazione simultanea e decentrata, spingendo l'osservatore a considerare i limiti della rappresentazione storica, lasciandolo libero di stabilire se l'immagine è stata realizzata nella Germania dell'Est o dell'Ovest, prima o dopo la guerra, durante la divisione del Muro o dopo la riunificazione.

 

Dall'introduzione di Roxana Marcoci

*Libro mancante

TAKING STOCK OF POWER

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THE OTHER VIEW. THE EARLY BERLIN WALL,

by ARWED MESSMER & ANNETT GRÖSCHNER

 
Hatje Cantz, 2012 - 2016

 

Nella nostra memoria collettiva il Muro di Berlino è una monolitica barriera in cemento ma, tornando indietro al 1966, appariva più come un insieme confuso di pezzi d'abitazioni, cemento e reti, e soprattutto filo spinato.

Il fotografo Arwed Messmer e la scrittrice Annett Gröschner si sono imbarcati in questo progetto a lungo termine sulle prime fasi del Muro visto attraverso migliaia di fotografie realizzate dalle truppe della DDR che avevano il compito di costruire e rinforzare la barriera, una scatola di materiale d'archivio scoperta per caso nel 2012, arrivando a ricostruirne l'intera circonferenza attorno a Berlino Ovest.

Altro materiale proveniente dal German Federal Archive raccoglie tra l'altro le immagini di tutte le torrette di guardia e sorveglianza, dei tunnell e delle scale impiegate nei tentativi di fuga quasi sempre infruttuosi, se non mortali.

 

STORIE & LINGUAGGI

Muri come cesure che dividono lo spazio tra un dentro e un fuori, le persone tra un noi ed un loro; ed anche spartiacque nel fluire del tempo.
C'è un prima ed un dopo il Muro, ed ovviamente un prima del prima che l'ha generato.
Un capitolo per esplorare le cause della più eclatante divisione del Novecento combinando insieme i migliori strumenti che esistano per superare barriere, per favorire incontro e dialogo: i tanti linguaggi che permettono di esprimere in maniera universale la nostra umanità.
Fotografia, Poesia, Musica, Arte concettuale...
Ricordando come ogni strumento del comunicare sia un'espansione del nostro essere umani e, come ci avvisa Fabio Mauri, anche il linguaggio è guerra!
 

 

NANA SYMPHONIE, by MARIUS CONSTANT

 

 

 

V MOVIMENTO: A BERLINO

 

Partendo per il fronte: urla della folla tra le strade di Parigi; si confrontano il rullare dei tamburi delle truppe Francesi e Tedesche, mentre si manifesta un'aria da una canzone popolare, la "Kaisermarsch".

Lavorando a questo punto della composizione ho scoperto uno strano fatto: l'armonia e la base ritmica di una marcia Wagneriana ha ormai lasciato il posto ad un inno nazista dalla triste memoria, l'Horst Wessel song".

Ho sovrapposto i temi...

La tentazione è stata grande per illustrare l'idea che il fenomeno Nazista sia cominciato ben prima degli Anni '30.

La sinfonia si conclude con il vento, che soffia e si porta via tutto...

 

Marius Constant